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...ETERNE MATRICOLE DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI.
Venti...DUE (con resto di uno).
post pubblicato in Dall'archivio magnetico di Brù, il 29 aprile 2006





Ci fu un vento di primavera, 2 anni or sono,
 che mi fece rivedere la mia teoria sull'esistenza e sulle sue stagioni.
 Un vento piuttosto romano ,
superficiale irrilevante ma al tempo stesso
trascinante tutto
me compresa, zavorra incompresa.

Quel vento ha poi assunto delle modalità allucinanti.
Tutti gli odori della tempesta e i relativi geli taglienti.
Però da allora la mia visione delle cose è cambiata
e diventai l'eccezione di chi disse che NON è SEMPRE PRIMAVERA.

Da zavorra a cristallo eterno forte e compatto, colorato e cangiante.

E mi viene facile tenere alto lo sguardo su un paio di occhi che,
pur rasentando il vuoto, riescono ad essere penetranti,
corrosivamente e dolcemente ustionanti. Come i suoi.

Ecco perchè ti scrivo.

Qualunque meteora t'abbia acceso per poi lasciarti solo nel freddo cosmico,
 non puoi consentirle di impedirti di continuare a brillare della tua luce.
Una luce con cui non ho nulla a che vedere, che mi ricorda ben poco,
 ma che da amante del cielo voglio provare a preservare.

 Cara tigre in cattività, non sei più al circo e
devi capire che non ci è dovuto nulla a parte questa, di vita
Non ci appartiene nulla.
Ci sfiora
ci accende
ci da vanagloria
ci colora
ma non ci appartiene.

Le tempeste sono nate perchè spettacolari
e reorica a parte, farci apprezzare il sole che ora non vedi,
ma che ora ti guarda a tua insaputa e ti prende per il culo.

Alza quel culo da Giovane Werther e ridi da sadico del cazzo come sai fare bene.
Stanotte voglio guardarti insieme alle altre...
ma ti voglio più appariscente, pacchiano e sberluccicante.

Non mi deludere, o fai come ti pare.



permalink | inviato da il 29/4/2006 alle 11:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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